Da sempre Brunello crede nei propri valori e nelle persone, elementi fondamentali che costituiscono la trama e l’ordito del nostro DNA aziendale. Un patrimonio di tradizione, passione e innovazione che ci guida nella produzione di tessuti di eccellenza Made in Italy.
Da sempre crediamo nei nostri valori e nelle nostre persone: trama e ordito del nostro DNA.
1927
La Fondazione
La Brunello è stata fondata nel 1927 dai coniugi Giuseppe e Maria Ghiringhelli, i nonni di Elisabetta, attuale General Manager, che iniziarono quest’avventura alle pendici delle Prealpi varesine nel paese di Brunello.
1927
La Fondazione
La Brunello è stata fondata nel 1927 dai coniugi Giuseppe e Maria Ghiringhelli, i nonni di Elisabetta, attuale General Manager, che iniziarono quest’avventura alle pendici delle Prealpi varesine nel paese di Brunello.
Oggi la Brunello è un’azienda tessile glocale, fortemente radicata nel territorio d’origine e proiettata verso i mercati di tutto il mondo.
“In realtà, si hanno testimonianze della vocazione tessile della mia famiglia in quel di Brunello già a partire dal ‘400. Mio nonno Giuseppe con i fratelli Luca e Carlo si appassiona sin da giovane alla meccanica tessile quindi quando rientra dal fronte della prima guerra mondiale decide di frequentare a Varese corsi di tessitura. Chiede poi al padre Ambrogio di poter avviare una piccola azienda nel giardino di casa in via Marsala 7. Si preoccupa di produrre innanzitutto la corrente per uso industriale che a Brunello non arrivava: colloca un impianto a motore a scoppio diesel e installati i primi 10 telai comincia la sua avventura, per qualche tempo con il fratello Carlo e poi da solo con la moglie Maria: producono tessuti in lana e cotone venduti ai grossisti nel bustese e gallaratese. Pensano quindi a tutto: procurarsi i filati, tesserli, confezionarli e consegnarli con un impegno quotidiano duro e faticoso.”
Vedevano le cose come le vedevano tutti, ma non le vedevano come le vedevano tutti, le vedevano molto di più, cosi che anche quello che tutti vedono diventa più bello, più logico, più vero. Diventa vero.
E io cosa devo fare?
Vado a prendere quel legno e cerco di sollevarlo un po, tutti siamo chiamati ad aiutare a portarlo, a portare il legno su cui morendo Gesù ha salvato il mondo.
Non portando un pezzo di legno, ma facendo progetti, lavorando, allora tutto diventa grande, così si partecipa al gesto con cui Cristo trascina la croce per salvare il mondo, il lavoro per gli altri fatti prossimi, il lavoro per portare il mondo al suo destino, la vita per la felicità del mondo.
Lavorare perché tutti gli uomini raggiungano la felicità, perché tutto lo sconvolgimento e tutto il peso e tutto il sacrificio di questo mondo diventino belli come un cielo stellato, perché diventino un paradiso, perché diventino una cosa armoniosa dove tutti noi siamo felici, dove i nostri figli siano abbiano felicità.
a Maria e Giuseppe
Pionieri dell’industria italiana fondatori della Brunello s.p.a.
Nella foto: monumento all’interno del parco giochi dell’asilo nido di Brunello, in memoria dei fondatori dell’azienda, Giuseppe e Maria Ghiringhelli, a ricordo del legame con la comunità e dell’impegno che da sempre l’azienda mette per la crescita umana delle nuove generazioni.
1935
Le Fibre Artificiali
La lavorazione delle fibre artificiali, oggi il core business della produzione di Brunello, nasce per rispondere ad un periodo di crisi del settore tessile: le guerre coloniali degli anni ’30 impongono…
1935
Le Fibre Artificiali
La lavorazione delle fibre artificiali, oggi il core business della produzione di Brunello, nasce per rispondere ad un periodo di crisi del settore tessile: le guerre coloniali degli anni ’30 impongono all’Italia delle sanzioni ingenti e un regime autarchico, per cui procurarsi le materie prime per produrre lana e cotone non è più possibile.
“Poi a complicare il tutto arrivano nel 1935 le sanzioni contro l’Italia e procurare i filati diventa impossibile. Dibattuti sul da farsi in un periodo difficile, Giuseppe e Maria raccolgono informazioni e scoprono che si stanno ricavando filati nazionali artiticiali quali il Lanital e il Rayon che viene prodotto a Torviscosa dove si coltiva una canna da cui si ricava la cellulosa necessaria per fare la famosa tela opaca che vuole sostituire i tessuti di cotone e in un secondo tempo sarà la base delle fodere. Loro per primi nel distretto impiegano questi filati: incominciano a fare taffetas, saglie e rasi che a guerra finita costituiranno i soli tessuti usati per fodere in abbigliamento e che permetteranno di ampliare il loro campo di lavoro: affiancano così al primo capannone di 10 telai un primo ampliamento e poi negli anni 50 un secondo raggiungendo la quota di oltre 100 telai. Giuseppe di indole generosa e grandi visioni, dà modo di iniziare la stessa attività a vari giovani della zona tra Azzate, Gazzada, Daverio e Jerago fornendo all’inizio sia materie prime che ordinazioni e consigli e permettendo al distretto del tessile di quest’area di costituirsi.”
Quando arrivò la seconda guerra mondiale, la piccola azienda fu sul punto di chiudere: furono anni durissimi sotto ogni punto di vista, si tesseva di tutto dalle garze per uso medicale alla tela opaca per abbigliamento intimo. Finita la guerra cominciarono invece l’avventura della fodera e la definitiva specializzazione dell’azienda nell’uso delle fibre artificiali e sintetiche.
Nella foto: gita aziendale a Torino, primo team building della Brunello. Da sempre, in Brunello si condividono valori, obiettivi e momenti di gioia come in una famiglia.
1956
Una Gestione al Femminile
Un’azienda ancora oggi al femminile, che esporta in tutto il mondo grazie ad una strategia lungimirante.
“Mio nonno Giuseppe è scomparso nel 1956 e mia mamma Anna Maria, nata…
1956
Una Gestione al Femminile
Un’azienda ancora oggi al femminile, che esporta in tutto il mondo grazie ad una strategia lungimirante.
“Mio nonno Giuseppe è scomparso nel 1956 e mia mamma Anna Maria, nata nel 1932, si è vista ‘costretta’ a prendere in mano l’attività industriale, accompagnata dalla sorella Rosanna. Immaginate cosa doveva essere all’epoca gestire un’impresa per una donna. L’ha fatto con grande lungimiranza, abbinata a un carattere e a una volontà di raggiungere il successo di ferro! Mia madre, al primo capannone aziendale, ne ha aggiunti altri quattro. Quando mio nonno era presidente, l’azienda era composta da 80 telai e 2 capannoni, con mia mamma si è espansa a più di 400 macchine per tessere e cinque edifici e ha così posto le basi di quello che è oggi Brunello. Mia zia Rosanna ha sostenuto mia madre: con la sua cordialità, mia zia ha alleviato la mente di mia madre, che era molto orientata al lavoro. La combinazione di queste due donne è stata essenziale per l’azienda. A quarant’anni, nel 1972, mia mamma si è sposata con mio padre Gaetano, classe 1929, e la sottoscritta è nata nel 1973.”
Nella foto: da sinistra, le due sorelle Rosanna e Anna Maria insieme all’agente commerciale e la moglie in visita presso la sede della ENKA di Wuppertal in Germania nel 1956
1960
Industrializzazione della Confezione
Negli anni ’70 la confezione sartoriale su misura viene pian piano soppiantata dalla confezione industriale, che prevede l’uso di mezzi avanzati di cucitura a macchina e tecniche che permettono di confezionare…
1960
Industrializzazione della Confezione
Negli anni ’70 la confezione sartoriale su misura viene pian piano soppiantata dalla confezione industriale, che prevede l’uso di mezzi avanzati di cucitura a macchina e tecniche che permettono di confezionare i capi in poco tempo, pur mantenendo alcune lavorazioni manuali
“Negli anni ’60 e ’70 gli abiti fatti industrialmente soppiantarono il lavoro sartoriale artigianale nascendo così la figura del confezionista: Marzotto fu il primo cliente cui ne seguirono molti altri, tra cui GFT, Zegna, Corneliani, Lubiam, Lebole, Canali, Isaia e via via tutta la confezione italiana di qualità. Segno distintivo delle fodere Brunello è stato ed è la qualità che si esprimeva e si esprime in primo luogo attraverso l’uso di macchinari aggiornati. Si passò dalla navetta, all’UNFIL, ai telai ad aria, nel giro di 10 anni con un rinnovamento velocissimo di strutture tecniche, di impianti ed installazioni.”
Nella foto: sala di tessitura dell’epoca in occasione della celebrazione della S. Messa di Natale. La sala tessitura è da sempre il fulcro dell’attività della Brunello, il cuore pulsante dell’azienda: qui non solo vengono prodotti i nostri tessuti ma è il luogo in cui si creano quelle relazioni professionali e umane che formano il know how aziendale
1970
Internazionalizzazione
Brunello crede nella forza dei suoi valori per differenziarsi e proiettarsi in una realtà internazionale sempre più interconnessa. I nostri prodotti sono made-in-Brunello ma sono diffusi a livello globale.
“In questi anni…
1970
Internazionalizzazione
Brunello crede nella forza dei suoi valori per differenziarsi e proiettarsi in una realtà internazionale sempre più interconnessa. I nostri prodotti sono made-in-Brunello ma sono diffusi a livello globale.
“In questi anni i mercati si erano ampliati e dall’Italia prevalentemente si vendeva ormai in tutta Europa e solo a primarie aziende: da Biderman a Parigi, a Mark&Spencer a Londra, al El Corte Ingles a Madrid. Quando i collaboratori commerciali e sempre personale diretto, aprivano le valigie era un coro generale di complimenti: belli i tessuti, belle le mani, fantastici i disegni; furono anni davvero gratificanti.
L’onda impetuosa del Made in Italy si abbassò ma per tener vivi l’interesse dei consumatori i confezionisti si misero a raddoppiare, differenziare, caratterizzare sempre di più le loro collezioni ed anche la fodera dovette adattarsi ai nuovi percorsi. Si introdussero i tinti in filo, filati diversi, dallo stretch alla seta, ai cotoni, ai filati metallici, i finissaggi speciali quali quelli per la tintura in capo, gli spalmati, gli stropicciati, i delavé, i lavabili.
Tanto si è lavorato in Brunello e acquisito una nuova professionalità, tanto che siamo stati in grado di produrre anche tessuti per cravatteria, per abbigliamento cerimonia, jacquard a tutta altezza e quelli del cosiddetto giro inglese.”
Nella foto: uno scatto realizzato da Moda In che ritrae la Dottoressa Elisabetta Gabri, le Signore Annamaria e Rosanna Ghiringhelli, e l’allora responsabile commerciale Sig.Bernardo Pernetta, con alcuni clienti.la Dottoressa Elisabetta Gabri con i genitori, Sig.ra Annamaria Ghiringhelli e Sig. Gaetano Gabri.
1980
Innovazione
I telai della Brunello producono mediamente ogni anno 15 milioni di metri di tessuto. Il core business sono le fodere in fibra artificiale; poi ci sono le specializzazioni relative ai tessuti jacquard. Siamo…
1980
Innovazione
I telai della Brunello producono mediamente ogni anno 15 milioni di metri di tessuto. Il core business sono le fodere in fibra artificiale; poi ci sono le specializzazioni relative ai tessuti jacquard. Siamo diventati l’azienda più grande d’Europa, nel nostro settore specifico.
“Dai miei genitori ho ereditato la determinazione e la ferma volontà di fare bene le cose belle, insieme con l’amore per l’innovazione. La nostra azienda è stata la prima al mondo a sperimentare l’abbinamento della macchina jacquard montata su un telaio ad aria. Con la preziosissima collaborazione del nostro direttore di produzione dell’epoca, il signor Ferioli che fino a 80 anni ha sempre voluto fare un salto in azienda. La vocazione al cambiamento innovativo è determinante per costruire il nostro futuro, lo sviluppo tecnologico deve essere costante. E’ basilare credere fermamente nella propria attività. Ecco perché tutto quello che vendiamo lo produciamo noi. Ecco perché siamo orgogliosi di produrre in Italia!”
Nella foto: telai jacquard del parco macchine della Brunello
1997
La nuova generazione
Oggi l’azienda è guidata da Elisabetta Gabri, general manager che guarda al futuro conservando i valori che hanno accompagnato la storia di Brunello.
“Ho cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia…
1997
La nuova generazione
Oggi l’azienda è guidata da Elisabetta Gabri, general manager che guarda al futuro conservando i valori che hanno accompagnato la storia di Brunello.
“Ho cominciato a lavorare nell’azienda di famiglia nel 1997, dopo la laurea in Economia. All’inizio, mi sono occupata dell’informatizzazione della società, poi sono passata all’area commerciale e successivamente a quella produttiva. Il passaggio generazionale è stato traumatico, non poteva che essere così.
Per capire e gestire devi conoscere. Sono sempre stata assolutamente convinta che la tua prospettiva di lavoro è corretta solo se conosci il tuo tempo. Ecco perché ognuno di noi, ad un certo punto, deve passare il testimone. Sono diventata ufficialmente presidente nel 2007. Recentemente, la velocità dei cambiamenti nel mondo è stata notevole. La chiave per sopravvivere in un’epoca del genere è la condivisione. Non siamo più in un’era in cui un’unica persona può portare avanti da sola il business. Il successo di un’ azienda dipende dalla capacità di formare un team che condivide gli stessi obiettivi, in cui i membri comunicano strettamente condividendo informazioni e idee. Le parole chiave per il successo della nostra azienda familiare a Brunello sono “condivisione”, “entusiasmo” e “adesione ai valori”. Attualmente mi sto dedicando alla sistematizzazione dei processi produttivi. Ora gestiamo tutto il parco macchine attraverso l’lT, questo ci ha permesso di identificare i problemi e migliorare la produttività. Nel futuro concentreremo i nostri sforzi continuando ad investire migliorando l’efficienza, nella diminuzione del consumo di energia, nella riduzione degli scarti, migliorando sempre le nostre strutture.”
Nella foto: la Dottoressa Elisabetta Gabri con i genitori, Sig.ra Annamaria Ghiringhelli e Sig. Gaetano Gabri.
1999
Ampliamento
Più di 65.000 metri quadri di superficie aziendale, 1.300.000 kg di materie prime utilizzate, 15.000.000 di metri annui prodotti: Brunello oggi è il risultato degli investimenti e dell’innovazione che sono stati da sempre…
1999
Ampliamento
Più di 65.000 metri quadri di superficie aziendale, 1.300.000 kg di materie prime utilizzate, 15.000.000 di metri annui prodotti: Brunello oggi è il risultato degli investimenti e dell’innovazione che sono stati da sempre il motore per guardare al futuro.
“A cavallo tra gli anni ’90 e 2000, consolidata la professionalità e l’esperienza, si sono dovute introdurre in azienda altre variabili dettate da ciò che il mercato ha imposto e continua ad imporre al nostro vivere: nuova logistica sia in spedizione che in produzione, nuovi uffici commerciali ed amministrativi, rivoluzione informatica a tutti i livelli, rivoluzione delle tempistiche. Il rapporto col cliente non è più subalterno ma di stretta collaborazione e altamente personalizzato. Chi ci viene a trovare non trova solo telai che battono giorno e notte che significano 15 milioni di metri annui prodotti, 5 milioni di metri, uno show room con circa 20000 articoli da visionare, un ufficio stile capace di realizzare tutte le idee in reali ed immediate realizzazioni; trova anche la nostra storia e le storie delle persone che lavorano con noi e i nostri valori, dal 1927.”
Nella foto: la sede operativa e logistica della Brunello inserita nel contesto dell’omonimo paese
2006
Nuovi investimenti
Oggi l’azienda conta 5 capannoni industriali nel cuore del comune di Brunello più i reparti delle aree logistica e qualità nella zona industriale del comune, complessivamente occupa 120 persone e ogni anno…
2006
Nuovi investimenti
Oggi l’azienda conta 5 capannoni industriali nel cuore del comune di Brunello più i reparti delle aree logistica e qualità nella zona industriale del comune, complessivamente occupa 120 persone e ogni anno investe non meno di 1,5 milioni di euro per il miglioramento dei processi produttivi, l’efficientamento energetico, la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti.
“A partire dal 2006 diventa strutturale investire in azienda: acquisto di nuovi telai e macchine jacquard ed equipaggiamenti moderni e tecnologici; rinnovamento degli impianti elettrici, antincendio e condizionamento con l’obiettivo di adeguarsi alle nuove normative e di ottenere un efficientamento energetico; nuovo impianto di raccolta e trattamento acqua; ristrutturazione degli edifici. Abbiamo integralmente sostituito la copertura della nostra sede logistica, una superficie di 12.000 metri quadri, con un grande impianto fotovoltaico della portata di 1 Megawatt e abbiamo cambiato tutti compressori per la produzione di aria compressa per i nostri telai. Un’altra grande area di investimento strategico è quella relativa alla diversificazione produttiva: siamo entrati nel comparto medicale con i cosiddetti ‘cerotti di seta’ realizzati con acetato, in quello dei tessuti ‘da cerimonia’ (gli abiti di Pignatelli) e ultimamente, in collaborazione con il Politecnico di Milano, stiamo cercando di ‘dar vita’ agli scarti di produzione.”
Nella foto: sala di tessitura con telai a ratiere
2019
BemBAZIN ™
BemBAZIN ™ è un innovativo e pregiato tessuto per African Damask prodotto a Brunello. Il tessuto è realizzato con Bemberg™, un filato proveniente dal Giappone, ricavato dalla fibra di cotone tramite un…
2019
BemBAZIN ™
BemBAZIN ™ è un innovativo e pregiato tessuto per African Damask prodotto a Brunello. Il tessuto è realizzato con Bemberg™, un filato proveniente dal Giappone, ricavato dalla fibra di cotone tramite un procedimento altamente tecnologico che, tessuto in combinazione con i cotoni più pregiati, da vita a tessuti di altissima qualità con caratteristiche tecniche innovative.
“La fodera è il nostro core business, ma allo stesso tempo abbiamo sempre voluto ampliare il nostro lavoro ad entrare in un nuovo mercato. Quando abbiamo ricevuto una richiesta per un tessuto Jacquard in cotone 100% dall’Africa, inizialmente l’abbiamo rifiutata perché non potevamo utilizzare la fibra naturale come filo di ordito. Tuttavia, poiché eravamo interessati a questo progetto, abbiamo provato a utilizzare Bemberg TM come filo di ordito ottenendo ottimi risultati. Abbiamo mostrato il prodotto di prova al cliente, che ne ha apprezzato molto l’aspetto tridimensionale, la lucentezza e la traspirabilità. Sulla base di questo prodotto, abbiamo lavorato nella ricerca e nello sviluppo di abiti tradizionali africani realizzati con tessuti chiamati Bazin e abbiamo acquisito un brevetto per il tessuto con il marchio BemBAZIN™, che ricorda Bemberg ™, il filato principale. Spero che questo ci aiuti a stabilire un’immagine di Brunello come prodotto di alta qualità anche in Africa.”
Nella foto: BemBAZIN™ in diversi colori e disegni
OGGI
Il Futuro Proudly Made in Italy
Brunello dal 1927 mette impegno e passione per un solo obiettivo, quello di garantire la migliore qualità dei suoi prodotti, con lo sguardo volto al futuro ma tutelando…
OGGI
Il Futuro Proudly Made in Italy
Brunello dal 1927 mette impegno e passione per un solo obiettivo, quello di garantire la migliore qualità dei suoi prodotti, con lo sguardo volto al futuro ma tutelando la tradizione. Un’azienda italiana per un prodotto italiano.
“Noi vendiamo solo quello che produciamo a Brunello, non commercializziamo nulla, ed è per noi motivo di orgoglio che cerchiamo di trasmettere a tutte le persone che incontriamo. Non a caso, nei nostri biglietti da visita sono stampate quattro parole che rappresentano la nostra ragion d’essere: proudly made in Italy, orgogliosamente fatto in Italia! Altro nostro punto di forza: la responsabilità sociale. L’azienda deve ‘dar da mangiare’ alla sua gente e lo deve fare con l’orgoglio delle proprie origini che non devono mai essere tradite. Il nostro è un Paese fantastico, unico al mondo! Il dna degli italiani ha qualcosa di speciale. La nostra intraprendenza e la nostra genialità sono inimitabili. Dove gli altri vedono solo problemi, noi siamo capaci di scoprire nuove opportunità. Ci vorrebbe maggiore serietà. Solo così saremo in grado di riappropriarci e di riscoprire l’importanza del bene collettivo. Uno dei nostri obiettivi per il futuro è quello di arrivare al consumatore finale affinché possa decidere se comprare un capo anche scegliendo quello che c’è al di sotto del tessuto esterno. C’è bisogno di maggior consapevolezza e tracciabilità, è necessario comunicare tutto il processo che c’è dietro il confezionamento di un abito per poterali dare il giusto valore.”
Nella foto: fodera Brunello all’interno di una giacca. La qualità di un capo è data dall’insieme degli elementi che lo compongono, che devono essere tracciabili permettere al consumatore finale di scegliere con maggior consapevolezza.